Situata in località Coppa del vento, la masseria spesso segnata con il toponimo “Forchetta”, fu fatta costruire dal duca Forquet, appartenente ad una nobile famiglia napoletana di origine francese.

Il complesso, inserito in un contesto rurale pastorale, è composto da due blocchi distinti di edifici: il primo ospitava le stalle e le abitazioni dei salariati, il secondo la palazzina padronale.

Lo stallone, costruito interamente in pietra locale, si presenta come un grosso contenitore di forma geometrica molto semplice e funzionale con un accesso centrale che introduce all’interno della mangiatoia e due ingressi laterali che danno l’accesso ai locali di servizio. La facciata a sud, prospicente il recinto, è invece caratterizzata dai resti degli “sgariazzi”, ovvero dei recinti o poste nelle quali stazionavano gli animali.

Visivamente i due blocchi sono collegati dalle “cafonerie” tramite una schiera di modeste abitazioni ad un solo piano fuori terra.

Nella struttura della palazzina padronale, ancora oggi è possibile comprendere l’evoluzione planimetrica e volumetrica. All’originario corpo di fabbrica, presumibilmente costruito nella prima metà del XIX secolo, fu affiancato un successivo fabbricato le cui fattezze sono riconducibili agli inizi del secolo successivo. 

Il primo edificio richiama i caratteri del casino fortificato con torri angolari circolari incastrate negli angoli della fabbrica. Con ogni probabilità a queste torri, poste sul fronte ovest, ne dovevano corrispondere altrettante sul prospetto opposto, venute meno in seguito all’edificazione del corpo di fabbrica più recente. Gli elementi neoclassici decorativi del casino preesistente vengono riproposti anche per la nuova fabbrica, che si arricchisce di diversi balconi e numerose finestre.